ZanChat
ZanChat logo

Free eBook, AI Voice, AudioBook: Ricordi di gioventù - Cose vedute o sapute - 1847-1860 by Giovanni Visconti Venosta

AI Voice AudioBook: Ricordi di gioventù - Cose vedute o sapute - 1847-1860 by Giovanni Visconti Venosta

AudioBook: Ricordi di gioventù - Cose vedute o sapute - 1847-1860 by Giovanni Visconti Venosta

0:00 / Unknown

Loading QR code...

You can listen full content of Ricordi di gioventù - Cose vedute o sapute - 1847-1860 by Giovanni Visconti Venosta in our app AI Voice AudioBook on iOS and Android. You can clone any voice, and make your own AudioBooks from eBooks or Websites. Download now from the Mobile App Store.

Listen to the AudioBook: Ricordi di gioventù - Cose vedute o sapute - 1847-1860 by Giovanni Visconti Venosta

Ricordi di gioventù: cose vedute o sapute

1847-1860

CAPITOLO I

Sommario: Lettera ai miei nipoti. — Primi anni infantili. — Mio padre e mia madre. — Il bisnonno e il nonno. — Moti in Valtellina alla fine del secolo XVIII. — Prima annessione della Valtellina alla Lombardia, decretata da Napoleone. — L’invasione Austro-russa e il brigantaggio. — Il Governo Napoleonico. — La ristaurazione del Governo Grigione dinanzi al Congresso di Vienna. — La Valtellina definitivamente riunita alla Lombardia nel 1815. — Usi e costumi a Milano nel 1848. — Il colera in Lombardia nel 1836. — La venuta nel Lombardo-Veneto dell’Imperatore d’Austria Ferdinando I successo a Francesco I. — Primi insegnamenti politici. — Un accidente pericoloso. — Divertimenti e feste in casa Trotti, episodi. — L’Istituto Boselli. — Il maestro Pozzi. — Mio fratello Enrico. — I miei primi compagni di scuola nell’Istituto Boselli e nel Ginnasio Pubblico. — Il direttore Boselli e una scappatella di Emilio. — La morte del direttore Boselli. — Le lezioni che ci dà nostro padre. — Giuseppe Revere. — Le vacanze a Tirano. — I miei parenti di Valtellina. — Il congresso scientifico di Milano. — La monografia di mio padre sulla Valtellina. — La Società d’Incoraggiamento. — Il conte Carlo Porro. — La signora Anna Tinelli. — Caso disgraziato avvenuto a mio padre in viaggio. — Mio padre ci toglie dall’Istituto Boselli. — Si va in Valtellina per le vacanze. — Mio padre, colto da grave malore, muore in tre giorni. — Con mia madre, e coi fratelli, si va in casa del cugino don Luigi Quadrio. — Tutta la popolazione di Grosio accompagna la salma di mio padre. — Note storiche.

AI MIEI NIPOTI

CARLO, ENRICO, GIOVANNI.

Tirano, agosto 1900.

Nel leggere i libri di storia ho avuto più volte la curiosità di sapere che cosa facesse, che cosa dicesse, durante i principali avvenimenti, tutta quella parte di pubblico che non ha l’onore di essere ricordata nei libri.

Nel leggere poi qualche libro di storia patria, e specialmente di storia valtellinese, ho avuto anche un’altra curiosità, tutta domestica. Conoscendo la parte presa, da parecchi della nostra famiglia, negli avvenimenti della loro valle nativa, ero tanto più curioso di sapere quali intendimenti avessero guidato quei nostri antenati, quale fosse stato l’animo loro, quali le loro costumanze, e quali vicende avessero attraversato, essi e le loro famiglie.

Quando mi venivano questi pensieri, se mi trovavo a Tirano, passavo delle ore nello studio, che conoscete, a frugare tra le vecchie carte d’archivio; e parecchie volte ho potuto rivivere in mezzo ai nostri buoni vecchi, leggendo dei fasci di lettere, o qualche loro scritto, e riuscendo così a sapere, con mio grande interesse, quello ch’essi avessero pensato, o avessero fatto, durante certi tempi fortunosi in cui erano vissuti.

Se voi avete ereditato questa mia stessa curiosità, avrete di certo anche quella di sapere che cosa pensassero, e che cosa facessero, vostro padre e i vostri zii in quegli anni, che resteranno famosi nella storia italiana; gli anni che corsero tra il 1848 e la proclamazione del nuovo Regno d’Italia.

Ho pensato perciò di riandare nella memoria i miei ricordi di gioventù, e di narrarveli, dolente di non averci pensato prima tenendone nota giorno per giorno. Non è una storia completa di quei tempi che io vi scriverò; molte ne furono già scritte, altre se ne scriveranno, e non arriverete a leggerle tutte. Io m’accontenterò d’esporvi quegli avvenimenti in mezzo ai quali mi sono trovato, o ai quali presi una qualche parte. Vi dirò quello che ne ho veduto io, e quello che ne ho sentito dire, e le impressioni che me ne sono rimaste; vi condurrò in mezzo ad alcuni fatti grandi e a molti fatterelli; vi farò conoscere qualcuna delle persone che ho conosciute allora, gente d’importanza e gente oscura, qualche parente, qualche amico; insomma cercherò di darvi un’idea dell’ambiente in cui sono vissuto a quei tempi.

Ho pensato anche a condurvi con me a dare una breve occhiata agli anni che precedettero il 1848, gli anni della mia prima giovinezza, per dirvi qualcosa di mio padre, di mia madre, di mio nonno, e delle nonne, conducendovi in seno della nostra famiglia d’allora. Saranno poche pagine intime, che scriverò soprattutto per voi; e così, se qualcuno all’infuori di voi leggerà questo libro, può saltare il primo capitolo.

Se poi, tra questi lettori, qualcuno che fosse di quei tempi scoprisse che nel libro ho commesso delle dimenticanze, cosa probabilissima, spero che mi vorrà essere indulgente, pensando che quei nostri tempi sono assai lontani, e che è già molto se la mia memoria non siasi affievolita di più.

Ho fiducia che scrivendo queste pagine non avrò sprecato del tutto la fatica. Forse vi interesseranno, e un poco me ne divertirò anch’io, perchè è sempre piacevole il riandare i tempi della propria gioventù, che, s’ha un bel dire, sono quasi sempre anche i più belli della vita.

Nei miei, poi, ce ne furono di veramente belli, e di veramente grandi.

Nascere in una patria schiava e divisa, avere in cuore l’ideale della sua libertà, e vederne raggiunta la meta, è una di quelle fortune che hanno rari esempi nella storia.

Ed ora, ai giovani l’ideale di renderla grande e felice! Il compito non sarà meno glorioso, perchè non sarà meno grande, nè meno arduo.

Lo zio GINO.


Incominciando queste pagine proprio dagli anni della mia prima giovinezza, dico subito che furono anni per me sereni e felici; quando ci ritorno col pensiero non so staccarmene, e ne ritrovo ancora vivi nell’animo i ricordi dolcissimi.

C’era nella mia famiglia un’atmosfera di amorevolezza e di confidenza tra genitori e figliuoli, che non era comune a quei tempi. Fra le pareti domestiche non s

You can download, read online, find more details of this full eBook Ricordi di gioventù - Cose vedute o sapute - 1847-1860 by Giovanni Visconti Venosta from

And convert it to the AudioBook with any voice you like in our AI Voice AudioBook app.

Loading QR code...

Free eBook, AI Voice, AudioBook: Ricordi di gioventù - Cose | ZanChat AI