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Audiolibro: I viaggi di Gio. da Mandavilla, vol. 2 di Sir John Mandeville
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DEI VIAGGI DI GIOVANNI DA MANDAVILLA
VOLUME II.
DI MOLTI VARII E DIVERSI PAESI CHE SONO DI LÀ, E DEL MONTE ATALANTE, E DELLA CITTÀ DI TRABISONDA, DOVE GIACE SANTO ATANAGIO, E DI MOLTI REAMI DI BARBARIA.
Poiché vi ho detto e scritto della Terra Santa, del paese d'intorno, e di molte vie per andare in quelle terre e al monte Sinai, e della minore Babilonia, e degli altri luoghi sopradetti, è tempo di parlare, se vi piace, del paese confinante e delle altre province e isole di diverse gente e bestie che sono oltre a quei confini. Infatti, nel paese di là vi sono molte strane contrade e molte diverse regioni a causa di quattro fiumi che vengono dal paradiso terrestre. La Mesopotamia, il Regno di Caldea e l'Arabia sono tra le due riviere del Tigri ed Eufrate; i Regni di Artusia, Assiria, Media e Persia sono tra le riviere del Nilo e del Tigri; e la Siria, della quale vi ho parlato sopra, la Palestina e la Fenicia sono tra il fiume Eufrate e il mare Mediterraneo. Questo mare Mediterraneo si estende da Marocco sopra il mare di Spagna fino al mare Grande, tanto che dura oltre Costantinopoli più di 340 leghe lombarde, verso il mare Oceano. In India si trova il mare di Scizia, il quale è sempre chiuso da montagne. Poi, sotto la Scizia, dal mar Caspio fino al fiume Tanai, c'è l'Amazzonia, cioè terra di donne, dove non vi sono se non donne. Poi c'è il Regno d'Albania, il quale è molto grande; e si chiama Albania perché la gente del paese è più bianca delle altre d'intorno. In questi paesi ci sono cani così grandi e forti che uccidono anche i leoni. E poi ancora ci sono l'Ircania, l'Ibernia e molte altre regioni. E tra il mar Rosso e il mar Oceano, verso mezzogiorno, c'è la regione dell'Etiopia e la superiore Libia; questa Libia comincia al mare di Spagna, dove sono le colonne d'Ercole, e dura fino verso l'Etiopia e l'Egitto. In questo paese di Libia il mare è assai più alto della terra, e sembra che la terra si debba coprire d'acqua; niente di meno l'acqua non passa il suo termine. E si vede da quel paese il monte Atlante che supera le nuvole, dove non si può andare; ma chi va verso oriente, in questo paese, l'ombra del suo corpo va a destra, così come noi abbiamo qui a sinistra. In questo mare di Libia non si trovano pesci, poiché per il caldo del sole l'acqua è così calda che non vi possono vivere. In questa Libia ci sono molti regni e diversi paesi, parlare e narrare dei quali sarebbe cosa lunghissima. Allo stesso modo, nelle parti basse, verso il mare di Spagna, vi sono molte regioni; come il regno di Zeb, il regno di Terruza, il regno di Raugia, il regno di Algarbo, il regno di Turnita di bella marina, e di Marocco, e di Monte Fiore, di Cartagine e d'Affrica, e molti altri sono verso la cristianità; di tutti i quali non potrei raccontare, ma più appresso vi parlerò più pienamente delle parti orientali. Dunque, chi volesse andare verso la Tartaria e verso la Persia, verso la Caldea, verso l'India, entrerebbe nel mare a Genova, a Venezia, o verso alcuni altri porti sopraddetti; e si va per mare a una buona città chiamata Trabisonda, che soleva essere chiamata Porto dei Porti. E ivi è il porto dei Persiani, e dei Medi e altre contrade di là. In questa città giace san'Atanasio, che fu vescovo d'Alessandria. Questo vescovo fu un grande dottore in teologia e fece il simbolo: "Quicumque vult salvus esse". Il quale, poiché parlava profondamente della Divinità e della Trinità, fu accusato di eresia e imprigionato dal papa; e fece il detto simbolo in prigione, e lo mandò al papa, chiedendogli se lui era eretico, ciò era perché gli articoli di quel simbolo non erano buoni. E dopo che il papa l'ebbe veduto, disse che quella era la nostra fede, e comandò che si cantasse ogni giorno a prima, e lo ritenne vescovo valente e vero cristiano, e fu liberato; ma mai non volle ritornare al suo vescovado, poiché per invidia era stato accusato di eresia. Trabisonda soleva appartenere all'imperatore di Costantinopoli, ma un uomo ricco, mandato dall'imperatore come guardia del paese contro i turchi, ha usurpato la terra e soggiogato il paese, e si chiama imperatore. Da Trabisonda si va per la piccola Armenia, chi vuole.
DEL CASTELLO DI SPARVIERI, DOVE STA UNA BELLA DONNA DEI DONI DI VENTURA, LA QUALE DÀ, A CHI FA LA VEGLIA VII GIORNI NATURALI, QUELLO CHE LUI SA ADOMANDARE.
E in questo paese ci sono due castelli antichi, le mura dei quali sono alquanto coperte d'edera, e sono sopra un monte. E uno di questi castelli è chiamato Castello degli Sparvieri, ed è posto oltre la città di Laiais, ed è assai presso la villa di Persipea, la quale è del signore di Zench, il quale è ricco e valente e buon cristiano. In questo castello si trova uno sparviero sopra una pertica, molto bello e pulito, e una bella donna dei doni di ventura, la quale custodisce questo sparviero; e chiunque vegliasse sopra questo sparviero sette giorni naturali, e alcuni dicono tre soli, senza dormire né poco né tanto, questa donna verrebbe a lui, dopo aver fatto la veglia, e gli chiederebbe il primo augurio che egli sapesse augurare delle cose terrene. Questa medesima veglia già gran tempo fece un valente principe, Re d'Armenia; e dopo che ebbe vegliato, la donna venne a lui e gli disse che egli aveva ben fatto il suo dovere. Il Re rispose che era già un gran signore e viveva in pace, e possedeva grandi ricchezze, e che non si augurerebbe altro a suo volere, se non avere il corpo di questa donna. La donna rispose che ella non sapeva perché egli chiedesse cosa così fatta, e che egli non la potrebbe avere, e che non doveva chiedere altro che cosa terrena, e che ella non era terrena, anzi spirituale. Il Re disse che non voleva altre cose. E la donna disse: "Poi che io non vi..."
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