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AI Voice AudioBook: Il Lago di Como e il Pian d'Erba: Escursioni autunnali by Pier Ambrogio Curti

AudioBook: Il Lago di Como e il Pian d'Erba: Escursioni autunnali by Pier Ambrogio Curti

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Il Castello Baradello

Uno sproposito di geografia. — Etimologia del Baradello. — Un cenno geologico. — La storia del castello. — Liutprando. — Barbarossa. — Camerlata. — Scopo del Baradello. — Napo della Torre. — La chiesa di San Carpoforo. — Lapide. — Villa Venini ora Castellini. — Il collegio alla Camerlata. — Opificî industriali. — Ville Larderia, Martignoni, Prudenziana e Carloni.

I.

Non è alcuno di noi che, giungendo la prima volta in ferrovia alla Camerlata, non appena uscito dal vagone, non abbia rivolto lo sguardo a quella torre che sta di sopra il colle che sogguarda alla stazione, e non sia corso a ricordare le mille storie che nell’infanzia gli saranno state raccontate dalla nonna o dalla fante intorno ad essa, e con certa curiosità non vi abbia per qualche istante tenuto l’occhio, quasi a dirsi: non era dunque una panzana quella che aveva udito del Castell Baravell, che così appunto nel nostro bisbetico dialetto abbiam travisato il nome di Baradello. E siccome una volta almeno anche l’ultimo de’ popolani s’è tolto lo spasso di visitare la città de’ missoltini, — così chiamati que’ dolcissimi pesci che dà il Lario, quando si misaltano o vengono disseccati —; così non è più adesso pel minuto popolo nostro un mito, una favola, un alcun che di immaginoso questo Castell Baravell, che ha udito le tante volte ne’ suoi giorni d’infanzia ricordare.

Ma siccome questo libro non è fatto unicamente per i miei concittadini, non mi soffermerò più altro nè a ritessere quella storia della prima fanciullezza, nè a sceverarla dalle ubbie e dalle fole immaginate all’opportunità dalle serve o bambinaie per aver savî i lor marmocchi; così ora toccherò al sodo ed a quel meglio che interessi.

Sia che tu movendo da Milano percorrendo il cammin di ferro che si ferma a Camerlata, sia che da Colico tu scenda col piroscafo per il lago infino a Como, il castello Baradello ti si annunzia prestamente; perocchè egli torreggi sovra il colle, o monte che meglio ti piaccia di chiamare, il qual si eleva fuori appena la porta che riesce appunto alla via che scorgi.

Il Baradello, che sta sul colle omonimo, è una costruzione che non è da meno d’alcuna di quelle che si trovano nel nostro continente, se non per la materia, che è tutta di pietre; e non è da meno di quelle che sono in Olanda, in Fiandra, o nella Germania settentrionale, se non per l’eleganza e la magnificenza. Non gli manca la sua bella parte di storia, la sua parte di leggende popolari, che gli dànno quel lustro che non ha la pietra.

Un tale che è venuto una volta a Como per vedere il Lario, e che non aveva avuto l’opportunità di vederne i luoghi più celebrati, il suo viaggio non ritornava a compierlo se prima non si era fatto a salire al Baradello, e se a lui non si era spiegato tutto il circondario. Così, quando i nostri forestieri che visitano Como verranno a dirmi: — Che bella vista, che bel sito questo colle! — io non esiterò a rispondere che non mi è mai capitato di veder sito migliore, nè più ameno e più bello. E non è, a dirla a tutta schietta, uno sproposito di geografia quel che io ho detto, ma è il vero, il vero, il vero.

Delle villeggiature non parlo, perchè non son cose che tutti possano permettersi; ma delle villeggiature di que’ tanti che vengono a Como per goderne le frescura, e a godere il bel lago, e le vie alberate, e le cascatelle, e le rocche che vi si vedono intorno, e le ville che vi sono, e i giardini che le circondano, e le passeggiate che a loro piacere possono fare, dico di queste villeggiature in particolare, che non mi è mai capitato di vederle meglio disposte, meglio accomodate, meglio profittate che qui sul Baradello, donde si scorge tutto il Lario, e le terre che vi sono intorno.

Non ti parlo qui, lettore mio, di que’ tanti che, come il celebre Teocrito, ci vengono per studiar le arti, nè di que’ tanti che, come il Tasso, vengono per studiare il Po; ma ti parlo di que’ tanti che ci vengono per studiare il vero, per contemplare le bellezze che la natura ci ha donate. A questi io dico che non c’è luogo più adatto, più bello, più profittevole del Baradello.

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